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Otto come le vite dei gatti. Otto come i re di roma e i nani di Biancaneve. Otto come gli ottomani e come le meraviglie del mondo. Otto come i moschettieri e le tartarughe ninja. Otto come i comandamenti e le edizioni de “La Sbronza di Natale”. Ottava edizione. Quasi storia.
Un altro anno è quasi finito.
Dimentichiamolo insieme.
Pazzescamente questa volta è il turno di una zona ricca di storia, cultura e di bar orhendi: la Cirenaica.
Data: 21 dicembre 2019.
Come al solito le regole sono poche e sbrigative
Regola base: Ogni posto un drink.
Si inizia quando si può. Si finisce quando si vuole.
Non esiste cassa comune. E si fa molta ma molta confusione.
PS invito ulteriore. Regaz è nato il profilo privatissimo instagrammmmms per dare a tutti l’opportunità di diventare degli influncer dell’alcool. Seguite la Sbronza di Natale.
La Processione
Prima tappa di questa edizione 2019 in Cirenaica.
Luogo di latin lover e tentate risse finite a taralli e vino.
Il Goldy’s ha accolto negli anni la créme del disagio della frontiera con Massarenti.
Non a caso non lo troverete su Google. Una perla di questa caratura è per pochi. È comunque meglio se non dà nell’occhio agli sbirri.
Qui si va di Campari, come da copione.
Faro della Cirenaica premium, il Caffé Jolly (o JollJ), è la fiaschetteria ufficiale del quartiere.
Eletto come Fernet top-seller nel 1967, offre un esaltante panorama di tonici corroboranti, perfetti per sverniciare cancelli e resuscitare tua nonna.
Bo-bo-bo-borghetti
Mobili imbarazzanti. Spazio ristretto. il Bar Mira è l’esotismo che ogni zdaura insegue dopo una dura giornata al mercato rionale. Salatini di lusso. Patatine di qualità. Il top della Cirenaica che conta.
Prosecco macchiato Pignoletto
Atmosfera moderna. Tipo piani quinquennali.
Al bar Edera, cinni vengono svezzati a Varnelli. Le femmine conquistate a Sangiovese, anche se loro ti stendono col Fernet.
Unica sfiga: i ciccioli te li devi portare da casa.
La boccia è a 8 euro. Probabilmente di Vetril.
Franco Trentalance ha dichiarato: “L’eros rilasciato da queste mura, se non superiore, è solo uguale a Ibiza”.
Fondamentalmente, Masia è il Tinder del triangolo Libia-Fabbri-Massarenti.
Un’alternativa efficace a Colpo Grosso. La risposta proletaria alla cugina che ti vuol presentare l’amica cessa.
Sex on the beach
L’Harry’s Bar della zona. Il luogo dove nascono i partiti, le bische, le grandi imprese.
Cineseria di una certa, c’è il dubbio che nei tramezzi ci sia il gatto.
La volontà è che resti sempre lo stesso. Autentico. Coinvolgente. Cinese.
Tsing Tao come se piovesse
Un orgia di anni ’90. Bruschette e weizen, Sapore di Sarabanda e Passaparola.
L’atmosfera è quella delle mattine in cui si bigiava e si finiva a birrette e prime paglie. Noi ci auguriamo quantomeno di portare a casa un limone prima di perdere i sensi sotto il ponte di via Libia.
Weiss, birre rosse e doppio malto.
Tito offre ottimi drink, un’atmosfera allegra e un ampio dehor esterno.
Comodità che solitamente schifano lo sbronzo di Natale. Ma niente paura, al decimo coro da curva Bulgarelli il vecchio del primo piano ristabilirà il giusto disagio a secchiate d’acqua.
Qui, la rivolta è scoppiata. Ma Varnelli ha combattuto la grandine.
La leggenda vuole che in cinese significhi “pisello piccolo”.
Cocktails afrodisiaci di dubbia morfologia. Si dice che chi entri miope esca con la vista a raggi X. Occhio all’intimo dunque.
Solo bottiglia. Altrimenti, il tuo cazzo. (traduzione dal cinese)
Luogo dato alla malavita. Qui si entra ragazzi e si esce uomini.
Forse arrivando in massa ci prenderanno per una retata della Digos, ma possiamo correre il rischio.
L’importante è entrare e chiedere almeno 10 Coca Buton. Non più legali e proprio per questo consigliati.
Un innocente Coca Buton. Corretto Coca Buton.